Capitolo I

ma io non parlo di origine e di fine

Le quattro.

Sento il bisogno di respirare, l’aria nella stanza è così pesante, viziata dal mio odore. Il mio corpo è un laboratorio di sostanze chimiche nocive, contamina ogni cosa. Che fare? Lo spazio temporale in cui mi trovo è così ambiguo per alzarsi ma devo andare in bagno. Svuotarmi di qualcosa. Eccitazione? Provo un’eccitazione, forse non è del tutto chiaro di quale tipo di svuotamento ho bisogno. Sperma o Urina? Il piacere o la repulsione? Il bene o – c’è forse della genealogia morale nel paradosso dell’intimità? Scelgo l’azione più pigra, liberazione senza immaginazione. Tiro lo sciacquone e apro la finestra. Respiro.

Specchio, specchio, mi guardo allo specchio e mi trovo piacevole, sarà la poca illuminazione ma mi trovo piacevole e questo mi consola (a mezzogiorno non sarà più così, la digestione, la pigrizia, il senso di colpa, eccetera, eccetera). Il piacermi mi riporta ad eccitarmi. E con l’eccitamento ricompare la mia ossessione.

La Bocca. Me ne ero scordato durante la notte, ma la Bocca è qui, ora. Non riuscirò a concentrarmi su altro, ne sono sicuro. Dovrei cercarmi un lavoro, essere più concreto e non sprecare il tempo a crogiolarmi sull’immagine di una bocca. È un continuo conflitto tra me e il mio sistema nervoso e tutto questo è insopportabile. Dove è finito il libero arbitrio? Penso sempre ciò che non voglio pensare, una continua distrazione, immagini fuori controllo, disciplina/auto-disciplina e mi perdo nuovamente.

Immaginare la Bocca di quella ragazza mi da però un tale senso di benessere. La ragazza che lasciandomi in mano un volantino del Movimento per il Radicamento – ma si può chiamare un movimento con un nome così stupido- mi ha sorriso come per dirmi “ti capisco, non sei così solo”. Quella Bocca ha finito per inghiottire la ragazza e mi ha inghiottito – fatico a ricordarmi i suoi occhi, il colore dei capelli, la corporatura i lineamenti del viso. Mi rimane in mente solo un’enorme Bocca e mi ossessiona. Devo rivederla. È da troppi anni che non provo attrazione per qualcuno, la mia vita sessuale è così virtuale, non c’è nulla di male, ma è così deprimente. Devo rivederla.

Nel volantino che mi ha dato c’è la data di un incontro organizzato dal Movimento, “Ritorno alla radice. Famiglia, Comunità, Nazione” – che cose orribili – ma forse lei parteciperà all’incontro. Dovrò fare lo sforzo di uscire di casa e andare ad una riunione piena di gente ostile, non è da me lo so, ma devo fare questo sforzo. L’incontro è stasera, alle 19. E come passerò il resto della giornata? Sprecando il tempo, senza nessuna baia di San Francisco a rincuorarmi. Mi è venuta voglia di ascoltare Otis Redding.

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