Capitolo III

se adorerò qualcosa dovrà in qualche modo provenire dal mio corpo (W. Whitman)

Dove mi trovo, dove sono ora? Ho visto quella ragazza morire. Un’esecuzione, così rapida. Non credevo che un colpo di pistola fosse tanto assordante, mi ha sfondato il timpano! Ora non so più dove sono e ho bisogno di farmi. Mi hanno visto che li stavo guardando mentre la uccidevano e ho dovuto correre, correre ed ora non so più dove sono, è così buio qui, faccio fatica a respirare. Cazzo! Ho bisogno di farmi, questa astinenza mi rende così arida e secca, ho bisogno di umidità, di quel gonfiore, del gonfiore che mi entra e mi restituisce un corpo. Non questo corpo che mi ritrovo adesso, così pesante, negativo, cattivo, ho bisogno di leggerezza e di quel gonfiore, umido, ma merda! Ho visto quella ragazza morire. Confondo l’abisso con la superficie per inerzia, vorrei che ci fosse una volontà, ma è solo per inerzia, per inerzia. Come sto male.

Ragiona, ragiona, ragiona, cosa fare? Non lo so? Sono colpevole? Sì, lo so che sono colpevole, ho ucciso quella ragazza. No! Sono stati  Loro! Forse sono stata proprio Io. Non voglio provare pietà, non voglio provare empatia, Dio, cosa? Non lo so? Non uccidere. Merda! Ma chi ha ucciso? Morale, un’etica, un ragionamento costruttivo, illuminante, sì, ma sono solo parole, con le parole e le immagini posso fare qualsiasi cosa. Trovare una giustificazioni, perdonare l’omicida, perdonarmi, o condannarmi per l’eternità. Essere Io o essere Loro, che differenza fa, tanto sono solo simboli. Posso far rivivere la ragazza, con le immagini, o costruire una nuova morale, una nuova religione – cattiva, sono cattiva, come questi crampi. Vedo mio padre in bilico tra l’immagine di Dio e il mio Utero, senza conseguenze, solo per irritazione. Un senso di colpa nel mio Sangue Mestruale, mostruoso, la ragazza-il tribunale, lo Spirito-Assorbente-Santo-Colomba-Purezza-ilCarcere-io-io-io – ma perché è sempre una questione di sensi di colpa? Ora Basta, ti prego basta!  Si può sapere cosa vuoi tu che stai scrivendo? Perché abusi così del mio corpo? Sei innocuo, innocuo. Perché desideri così tanto il mio corpo? Vuoi essere il mio corpo e diventare una nuova femminilità disagiata e debole? Quanto ti piace una femminilità debole e disagiata (paternalista! conservati maschio finché puoi). 

Rivoglio solo la mia soggettività, ti prego, e dimenticarmi della ragazza uccisa. Forse no, la soggettività è la mia prigione perché è la mia libertà. È una questione di prospettiva. No, rivoglio solo il mio corpo e ho bisogno di farmi. Ho bisogno subito di qualcosa che entri, senza compromessi e mi riporti in superficie, inabissandomi, e sentire, sentire, sentire, non la ragazza morta ma le montagne della mia infanzia, le montagne che come la chimica oppiacea mi entrano dentro. A chi appartengo? Non sono una tossica come tutti i tossici, non sono una donna come tutte le donne, non sono la figlia, ho rotto il naso di mio padre con lucida consapevolezza. Sono io come sono io, frantumata, oscena, confusa, mai-morta, inquinata e inquinante.

Posso continuare a pensare a tutto ciò che voglio, inventarmi nuove combinazioni di immagini, ma la ragazza continua ad essere morta e questo è un fatto. O forse no.

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